Torta cachi e cioccolato

C'è chi ama il caco e chi mente.

Dai, scherzo, però mi chiedo come facesse a non piacermi da piccola, il caco è una delle mie gioie più grandi dell'autunno ora; ogni anno non vedo l'ora di potermene gustare quanti più possibili.


Quando penso al caco mi viene in mente papà. Lui ne è davvero ghiotto (un po' come di ogni cosa che sia un dolce hahah) e ogni volta che con mamma si andava a fare la spesa di frutta e verdura (io la accompagnavo sempre dal nostro fruttivendolo di fiducia), quando era stagione, io le ricordavo di comprare i cachi per papà.

"Mamma, compriamo i cachi per il papà vero?".

"Si chicca, ora li chiediamo".

Più o meno la storia si ripeteva per i datteroni e i fichi secchi durante il periodo natalizio e per le pere decana, quelle belle mature che quasi si spappolano in mano (ecco, in questo caso io sono tutto l'opposto, amo le abate durissime da mangiare così, che crocchiano).


Spesso il caco è un frutto che viene altamente demonizzato, troppe volte vietato - insieme a banana. uva e fichi... - perché troppo zuccherino, oppure, quando va bene, lo devi pesare e non superare TOT grammi. Già me le immagino le persone obbligate a questa tortura, che seguono alla lettera schemi e diete prescrittivi, lasciando pezzi di frutta in frigo, abbandonati a loro stessi, mentre pensano di avere in realtà voglia di mangiarlo tutto quel frutto.

Colgo l'occasione per ricordarti che non esistono cibi da eliminare o controllare, piuttosto iniziamo a comprendere ciò che ci fa stare bene, ciò che ci soddisfa ed è effettivamente in accordo con le nostre necessità. Identificare alcuni alimenti come proibiti non fa che aumentarne il desiderio, vivendo il cibo come una prigione e ritrovandosi con addosso un senso di colpa grande quando dovesse capitare di mangiare quel determinato tipo di cibo "sfuggendo alle regole".


Quali regole?

Sempre quelle che sono state interiorizzate da anni di vita in una società intrisa di cultura della dieta.

Quelle che ti fanno credere di non poter accogliere le tue necessità, perché se lo fai non sei abbastanza forte da seguire una dieta. Sei un fallimento.

Ecco, il fallimento non sei tu, bensì la società.


Il caco, per esempio, è un ottima soluzione per addolcire dolci da forno, è ottimo da aggiungere allo yogurt per renderlo più goloso (personalmente lo adoro con aggiunta di granola bella croccante così da avere un contrasto di consistenze), e per farci un budino super semplice con il cacao (ma ecco, mo con questa ricetta basta hahah).

Liberiamo il caco dalla cultura della dieta, liberiamolo da quel giudizio che si porta dietro da ormai troppo tempo. Sei liber* di scegliere, lasciati la possibilità di riscoprire questo frutto (e tutti gli altri) in accordo con ciò di cui hai bisogno, a seconda del momento, a seconda della tua storia, di ciò che per te risulta più vantaggioso.


Puoi cominciare da questo dolce semplice, speziato e gustoso.

Ti lascio la ricetta qui.


INGREDIENTI:


250 grammi di farina di tipo 2

cannella

25 grammi di cacao amaro

10 grammi di lievito per dolci

pizzico di sale

30 grammi di zucchero

200 grammi di polpa di caco (volendo frullata)

20 grammi di olio

210 grammi di latte vegetale

gocce di cioccolato a piacere


PROCEDIMENTO:


In una ciotola riunire le polveri: farina, cannella, cacao, lievito, zucchero e pizzico di sale.

Unire, se possibile con delle fruste (andrà comunque bene anche un semplice cucchiaio) la polpa di caco, l'olio e poco a poco il latte per ottenere un composto cremoso.

Se gradite aggiungere le gocce di cioccolato (a piacere) e infornare a 180 gradi per 35-40 minuti.

La torta resterà un pochino umida all'interno, è sua caratteristica.


Buona torta! Se la provi ricordati di dirmelo, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.

Elena.


ps. Se senti sia arrivato il momento per cominciare un percorso insieme, possiamo avere il nostro primo contatto se mi scriverai da qui. Ti spiegherò come lavoro con un approccio non prescrittivo e valuteremo insieme se e quando cominciare. Resto qui, a braccia aperte.