Cosa e dove ho mangiato vegano a Napoli in tre giorni


C'è una cosa che Andrei (il mio ragazzo) ama quasi forse più di me (scherzo dai...o forse no?): LA PIZZA.

Quest'anno per il suo compleanno ho pensato quindi di portarlo qualche giorno a Napoli per mangiarle insieme queste pizze, di quelle che a noi piacciono tanto, alte e soffici.


Il solo momento in cui avevamo modo di partire era intorno alla metà di dicembre, così ho prenotato i biglietti del treno per il 17 dicembre, con rientro il 20 dicembre (ho aggiunto un giorno poichè a livello economico era conveniente restare piuttosto che tornare la domenica....i prezzi del treno erano il doppio).

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Ho prenotato un alloggio in centro, il prezzo era conveniente ed era ben quotato, ma a dire il vero non ve ne parlerò perché ci sono state diverse cose che non ci hanno convinti e non mi sento di consigliarvelo.

In ogni caso siamo arrivati in stazione alle 12.50 (nel nostro caso sono 5 ore di viaggio, in realtà 5.20 causa ritardi, ma sorvoliamo questo aspetto). Abbiamo preso la metro Linea 1, molto comoda, per arrivare in centro nei pressi del nostro alloggio (costo 1.10 a biglietto), e una volta lasciati i bagagli ci siamo lanciati alla ricerca di cibo. A Napoli certamente il cibo non manca, ma dovevamo conciliare anche il mio essere vegana.

Si erano fatte ormai le 15.00 e abbiamo optato per un bel toast così da non perdere altro tempo e iniziare a girare a piedi tutta la città!


Ci siamo fermati da FRESCO and TOAST, io ne ho trovato uno farcito con hummus, mix di verdure e pomodori secchi! Molto buono. C'era anche la versioni dolce con il burro d'arachidi volendo.




Abbiamo poi girovagato per i quartieri spagnoli e ci siamo ambientati prima che facesse buio. Prima di cena ci siamo fermati per un'aperitivo molto semplice in centro e poi ci siamo incamminati verso la nostra meta: Spicchi d'Autore. Per chi è vegan* è un Paradiso! Tante scelte di pizze vegane e in ogni caso la mozzarella vegana può essere utilizzata al posto di quella vaccina in qualsiasi pizza. Trovate anche antipasti, fritti e dolci vegani! Davvero speciale. Io ho scelto di provare qualcosa di diverso proprio perchè non mi era mai capitata così tanta scelta, ho quindi optato per un calzone con mozzarella vegana, scarola, olive nere di Gaeta e pinoli.


Nota: il locale distava 40 minuti dal nostro alloggio, noi li abbiamo fatti a piedi, abbiamo trovato un pezzo di strada un pochino bruttino da fare al buio, ma in primavera/estate con la luce sicuramente sarà diverso!


Il giorno dopo ci siamo svegliati e dopo colazione (il primo giorno l'abbiamo fatta direttamente al bed and breakfast, ho trovato per me del latte di soia con cereali) ci siamo diretti verso il porto, il nostro piano era di andare a visitare Procida. Abbiamo quindi fatto i biglietti del traghetto, in totale poco meno di 50 euro in due andata e ritorno. Il viaggio dura circa un'ora e mezza da quando si sale a quando si scende. Siamo arrivati alle dodici circa, volendo però si possono prendere traghetti anche prima!

Una volta scesi abbiamo iniziato a perlustrare l'isoletta, la meno turistica tra tutte, ma davvero una chicca! Piena di colori. Il nostro consiglio è di girarla tutta quanta, non è molto grande, noi siamo arrivati sino al Belvedere, poi ci siamo addentrati nelle varie viette che hanno sempre un che di meraviglioso. A pranzo ci siamo seduti proprio a caso in un ristorante e sinceramente ho pensato avrei mangiato solo verdure, ma Andrei mi ha spinta a chiedere delle variazioni in menù e il cuoco è stato molto gentile. Ho quindi mangiato una buona pasta e fagioli (che in origine doveva avere delle cozze) fatta a parte per me, e delle melanzane al funghetto! Ci siamo goduti il sole di dicembre e abbiamo pranzato fuori, incredibile!




Alle 16.00 abbiamo preso il traghetto per tornare, quattro ore per quello che abbiamo fatto noi erano più che sufficienti; se invece doveste andare per godere del mare e della spiaggia allora il consiglio è ovviamente di restare più a lungo, o perché no, di soggiornare direttamente lì.


Alle 17.45 eravamo in stanza, abbastanza stanchi, ma in realtà pronti per uscire e godersi il centro di Napoli visto di sera. I piani erano quelli di fermarsi "Da Michele", ma a dire il vero dopo aver sentito il tempo di attesa abbiamo deciso di non provarci nemmeno e abbiamo preferito fermarci in locali non turistici. Così siamo entrati nella pizzeria D'Angeli, e io ho preso una semplice ma ottima Marinara.


La domenica la sveglia suonava presto perché il piano era quello di girare tutto ciò che ancora non avevamo avuto occasione di vedere; siamo usciti presto per andare verso Piazza Plebiscito, quando siamo arrivati era così presto (per gli standard della domenica) che non c'era nessuno: meraviglioso. Abbiamo proseguito la nostra camminata verso la costa, e io mi sono fermata a fare colazione in un locale con tante scelte vegane: Nuts cafè. Ho scelto una fetta di crostata limone e zenzero (buonissima) con un cappuccino di soia. Ci siamo goduti il sole lungo la costa tornando indietro, abbiamo camminato lungo il quartiere Chiaia, per arrivare poi nuovamente in centro. Da qui abbiamo deciso di andare verso la via dei presepi e Santa Chiara, ma abbiamo bypassato il Cristo Velato principalmente per due ragioni: troppa gente e anche un pochino troppo costosa l'entrata (parere personale, contestabile, ma ve lo scrivo in tutta sincerità).


A pranzo ci siamo fermati da O'grin, un locale vegano in cui abbiamo mangiato davvero bene, tanto da tornarci in altre due occasioni! Io ho scelto un piatto unico con scaloppine di seitan al limone, fagioli e scarole, friariell'; Andrei ha preso una piadina con straccetti di seitan, mayo vegana e insalata. Il pane è offerto da loro, così come l'acqua che viene portata al tavolo come benvenuto e non viene fatta pagare, si utilizza quella del rubinetto. Se hai una borraccia te la riempiono volentieri.

Prezzi onestissimi, davvero tanto consigliato. Non accettano prenotazione e noi vi consigliamo di andare un pochino prima degli orari di punta per evitare eventuali attese.


Nel pomeriggio ci siamo riposati, e tornando verso la camera ci siamo fermati a prendere un paio di taralli tipici, io ho trovato quelli vegani alla Taralleria Napoletana.

Siamo usciti prima del tramonto per andare fino al Belvedere, peccato che come sempre ci prendiamo in ritardo e abbiamo corso sputando entrambi i polmoni perchè Andrei doveva fare le sue foto...sempre sul pezzo noi due.

Merita un sacco, se ne avete la possibilità andate al tramonto (o all'alba perchè no). Magari con più calma di noi ecco.


[una delle viette di Napoli di sera]


Alle 18.00 avevamo prenotato la visita di Napoli sotterranea: 10 euro a testa, un'ora e mezza di visita. La cosa più bella è stato proprio tutto il racconto della guida, la storia che c'è dietro. Pazzesco!

Vi racconto solo brevemente, per il resto vi consiglio di andare.

Lì sotto originariamente c'era l'acquedotto che i greci avevano ideato per portare l'acqua in città (Napoli non è attraversata da alcun fiume). Negli anni della seconda guerra mondiale è diventato un rifugio anti aereo, ma dopo la fine della guerra, i cittadini hanno iniziato a buttare tutte le macerie laggiù per ricostruire tutto da capo. Ora come c'è un gruppo di ragazzi volontari che si sta occupando di svuotare tutto quanto e rimettere in sesto quei luoghi pieni di storia, un lavoro davvero enorme.


Siamo usciti da lì che era ormai ora di cena, così abbiamo chiamato una pizzeria consigliata da un'amica, di quelle poco turistiche, e alle 20.30 eravamo seduti al nostro tavolo. Direi che tra tutte è stata la pizza più buona. Segnatevi quindi Pizzeria Imperatore.

Stanchissimi e con i piedi distrutti siamo rientrati per una bella dormita, il giorno dopo saremmo dovuti rientrare.


La mattina della partenza siamo usciti a fare colazione tornando da O'Grin, dove sapevo avrei trovato la brioche con la crema vegana; avrei voluto piangere dalla gioia! Non ne mangiavo una da almeno due anni non trovandola vegana! Andrei non credeva lo fosse, così tanto che ho dubitato io stessa haha.

Abbiamo deciso di fare un ultimo giro in centro prima di ritirare il nostro pranzo da asporto, per me un panino con burger di legumi, mayo vegana e insalata e per Andrei sempre la piadina del giorno prima che gli era piaciuta molto. Le ragazze ci hanno aggiunto un pensiero: un dolce buonissimo speziato di Natale.

In breve: di certo se passate per Napoli questo locale non può mancare.


Ce ne sono tanti altri, non sono purtroppo riuscita a provarli, ma vi lascio qualche riferimento:

- sbuccia e bevi

- cavoli nostri

- piperita (vegetariano)

- officina vegana

- un sorriso integrale

- tandem ragù (trovate una versione vegana; Andrei non ama il ragù, ecco perchè non ci siamo fermati)

- cuoppo di verdure.


Ecco, diciamo che senza cibo a Napoli di certo non si resta! La cosa che non ho trovato e un po' mi dispiace sono sfogliatelle vegane, ma ci riproveremo!

Da me e Andrei è tutto, ci vediamo al prossimo viaggio.


E.


TUTTI I CREDITI DELLE FOTO VANNO AD ANDREI CIOCINTA: https://www.instagram.com/andrei.ciocinta/

ps. Trovi sul mio profilo un reel con raccolti tutti i cibi di cui ho parlato qui: https://www.instagram.com/reel/CXtk0TXFrOp/ .