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Via degli dei, zaino in spalla


Dopo un paio di settimane, mi trovo seduta alla scrivania e sento essere arrivato il momento di mettere nero su bianco le prime riflessioni su questo cammino, su come ho scelto di organizzare le tappe per darmi modo di affrontare i 130 km che dividono Bologna da Firenze.


Ci tengo a specificare che questo è stato il mio primo cammino, che mi sono informata leggendo un po' in giro, ma ho principalmente seguito il mio istinto, lasciandomi trascinare dalla vita e da quello che aveva voglia di farmi sperimentare. Così, ve lo assicuro, ce la si gode molto di più.


Una mia cara amica mi ha spedito la guida di questo cammino, che consiglio a tutte le persone intenzionate a farlo, di prendere.

Vi metto il link alla fine, così che possiate averla con voi, lì troverete tante informazioni utili!


Il sito dedicato alla Via degli dei è poi molto ben fatto, indicano bene o male le tappe standard e qualche alloggio a cui potersi appoggiare (a meno che non lo facciate in tenda, in quel caso sarebbe diverso).


Io avevo a disposizione cinque giorni, c'è chi lo faceva in quattro (ma sono necessari un buon allenamento e tanta testa), chi in sei. Dipende molto anche da quanto volete camminare e se preferite fermarvi di più per esplorare il territorio.


I giorni prima di partire stavo quasi per ritirarmi, davano mal tempo per la maggior parte del percorso e non sapevo come me la sarei potuta cavare; ma avevo un'idea ben precisa : io volevo arrivare con le mie forze a Firenze, un tatuaggio molto importante mi stava aspettando e soprattutto la grande necessità di rimettermi in piedi, di non pensare per un po', di rendermi conto che posso fare tutto quello che sento, anche sotto alla pioggia incessante. E così...sono partita all'avventura per rendermi conto che quella me, con lo zaino in spalla, e l'ignoto davanti, mi fa sentire bene. Sono io anche questa qui. E' meraviglioso riconoscersi in ciò che si fa, sentirsi naturalmente connessa alla persona che sei, in pace.


E' stata la prima fiamma che mi ha permesso di rinascere davvero.


Quindi, quali tappe ho scelto di fare?


PRIMO GIORNO: BOLOGNA - BADOLO.


Sono partita dalle scale di San Luca, perchè un'amica (cuore), mi ha accompagnata fino a lì. Quindi il mio cammino è iniziato con tante, tantissime scale.

Sono partita da sola, con Foglia (lo zaino) sulle spalle e tanta voglia di vita, di aprirmi al mondo, di conoscere e conoscermi.

Ho scelto di fermarmi dopo circa 20 km il primo giorno, per iniziare ad abituare piedi e spalle. Ed è stata un'ottima scelta!

Sono infatti partita presto al mattino, circa le 8.00 e alle 14.15 ero arrivata al b&b dove ho riposato. Nel mezzo mi sono spesso fermata per bere, mangiare qualcosa e respirare in Natura. Il primo giorno si parte già con diversi tratti di salita.

La prima giornata l'ho trascorsa con Alessandra, una ragazza, anche lei partita sola e conosciuta una volta arrivata in cima a San Luca. E' davvero meravigliosa la naturalezza con cui ci si presenta e si inizia a camminare insieme, raccontandosi tanto di chi siamo, di perchè abbiamo scelto di intraprendere il cammino, di cosa cerchiamo...


Mi sono fermata da Nova Arbora, un posto davvero carino in cui mi sono sentita subito a casa. Lì come volontaria ho trovato una ragazza vegana con la quale mi sono messa a cucinare le torte per la colazione del giorno dopo, è stato davvero arricchente. Vi consiglio, se potete, e trovate posto di considerarla come tappa per fermarvi.


SECONDO GIORNO: BADOLO - MADONNA DEI FORNELLI.


25 km per questa seconda giornata.

Dopo una buona colazione, sono partita con una coppia verso Madonna dei Fornelli. Anche in questa giornata un po' di salita, ma soprattutto i primi fastidi ai piedi, tanto che nell'ultimo tratto ho scelto di cambiare le scarpe (consiglio spassionato: se sapete di avere dei piedi delicati, portate con voi un paio di scarpe per dare il giro).


Se il giorno prima ce la siamo scampata, in questa giornata invece, il temporale ci ha presi in pieno e siamo arrivati belli zuppi all'alloggio in cui pernottare.

Ricordo ancora le mie scarpe, sembra le avessi letteralmente messe dentro a un fiume (ma vi anticipo che non sarebbe stata la prima volta nell'arco del cammino...non a caso ho preso pioggia quasi tutti i giorni).


Per questa notte ho scelto di fermarmi al b&b PICCHIO, in cui una meravigliosa anima, Gloria, la proprietaria, mi ha accolta portando a casa sua tutti i miei vestiti fradici per asciugarli sulla stufa. Una doccia calda mi ha dato modo di rigenerarmi e una tisana di riscaldarmi. Ricordo ancora una cosa di quella sera: spossatezza, piedi distrutti, prime vesciche, deltoidi molto doloranti, ma tanta libertà nella mente. Questo cammino mi ha permesso di fare molta fatica, ma anche tanto tantissimo spazio dentro di me.


Non mi soffermo qui sulla sfera alimentare, perchè scriverò un articolo a parte, ma vi anticipo che non ho mai faticato a trovare qualcosa per me.


TERZO GIORNO: MADONNA DEI FORNELLI - MONTE DI FO'.



E qui inizia la vera salita.

Il terzo giorno ho scelto di tenere una tappa più breve, 19 km. Perchè i primi 10 erano di salita e il mio corpo aveva bisogno di una mezza giornata di riposo. In questi momenti è davvero importante non spingersi troppo oltre, per essere più sereni di arrivare fino in fondo.


Per fortuna, partendo molto presto, alle 7.30, sono arrivata al mio alloggio alle 11.40.

Sono state ore in cui mi sono più spesso chiesta quando si finisse di salire, ma eccola, la campanella del punto di più alto del cammino. Un passo alla volta ero arrivata in cima, camminando nel silenzio, ma mai sola. Ho amato la compagnia dei miei compagni quel giorno, presenti, ma rispettosi e immersi quanto me nella magia di questa esperienza.


Ho scelto di fermarmi in un campeggio, CAMPING LA FUTA, dormendo in un bungalow con bagno comune. Potrebbe non essere il massimo della comodità per molte persone, ma sinceramente è stata un'esperienza che rifarei. Ho imparato molto di me anche così. ho imparato cosa vuol dire adattarsi, non avere tutto a disposizione e ricordarsi di non dimenticare lo spazzolino in camera se no ti tocca ritornare indietro sotto la pioggia per lavarti i denti. Ho imparato che alla fine basta un materasso per dormire, e che tanto sei così stanca che andrebbe bene un po' qualsiasi cosa.


Ps. con me avevo sempre il mio olio di CBD con melatonina, è stato manna dal cielo perchè mi ha permesso di recuperare tanto durante la notte e svegliarmi più carica e rilassata la mattina successiva.

Mentre durante il giorno prendevo quello al 15%, che mi ha aiutata a rimanere centrata e meno affaticata (per quanto possibile).


QUARTO GIORNO: MONTE DI FO' - TAGLIAFERRO.


Gli ultimi due giorni le tappe si sono parecchio allungate.

28 km per questa giornata, con partenza alle 7.15 e pioggia, pioggia quasi sempre.


Per fortuna nel bosco un pochino si era protetti, ma il fango ha iniziato a diventare davvero difficile da gestire, era necessario prestare attenzione a ogni singolo passo fatto (altrimenti caduta assicurata...ne sono la prova haha). Sono state otto ore di meditazione ad occhi aperti, proprio perchè dovevi restare lì, non pensare ad altro se non a dove mettere i piedi. Questo è stato uno di quei giorni in cui mi sono arresa all'idea di non finire dentro a una pozza di fango, e quindi alla fine mi sono ritrovata di nuovo con i piedi fradici e le scarpe che ormai avevano preso il colore della terra.


Acqua che cadeva da sopra, acqua sotto. Mi sentivo parte di un tutto, una piccola parte di un tutto. E i pesi sulle spalle (nonostante lo zaino) hanno iniziato a lasciare spazio a maggiore leggerezza, ho iniziato a perdonare il dolore che sentivo, a farlo uscire, a ringraziarlo per avermi dato modo di crescere, di evolvere.


Questa è stata la tappa in cui le ultime due ore le ho camminate da sola, e ammetto che all'inizio un pochino ho avuto paura, di non farcela, di perdermi, di non essere capace. Mi sono fermata all'ombra di un grande albero, ho posato lo zaino, ho tirato fuori una pallina energetica, ho respirato a fondo, più e più volte, mi sono gustata quel piccolo spuntino e ho preso la guida in mano. Un passo alla volta, era tutto segnato, le indicazioni erano chiare e il percorso sempre ben visibile.


Puoi farcela Elena, tu puoi.

Alle 16.40 ero di fronte al b&b. Ero la prima ad essere arrivata, così mi sono con calma fatta una doccia, medicata i piedi, le spalle e riposato il corpo. Era l'ultima sera ed ero solo felice di poterla trascorrere con tutti i compagni di viaggio, avevamo fatto in modo di ritrovarci tutti lì quella sera, facendo qualche cambio di alloggio.


Vi consiglio caldamente, se fate la Via in cinque giorni di fermarvi a Tagliaferro, per non avere l'ultimo giorno 40 km sulle spalle e più salite toste. Piuttosto allungate in quarto giorno suddividendo un pochino di più la fatica (questo è quello che mi sento di dirvi, ma ovviamente valutate voi). Io mi sono fermata al B&B Tagliaferro: super consigliato!


QUINTO GIORNO: TAGLIAFERRO - FIRENZE


L'ultimo giorno un po' di malinconia si è fatta viva, mi dispiaceva di essere "già" arrivata alla fine di questo percorso. Eppure tutto finisce, e quindi mi sono preparata, ho preso provviste dalla colazione e con Foglia più i compagni di viaggio, sono partita per gli ultimi 33 km.


Anche in questa tappa il fango e la pioggia non sono mancati (non a caso siamo arrivati a Firenze con la pioggia, ma devo dire che è stato molto potente così; questo cammino mi ha insegnato davvero cosa vuol dire stare sotto la pioggia e sentirmi unita alla Terra anche così).


I primi km sono letteralmente volati, andavamo come schegge! Ormai lo zaino non lo senti più, diventa totalmente parte di te. Ed è lì che comprendi che quello non sarà davvero il tuo ultimo cammino. Che tu ti senti a casa con quello zaino sulle spalle, così come ti senti a casa nel giardino della tua campagna. Perchè tu sei e sempre sarai tante cose, Elena, e vai bene così.


A metà strada il ginocchio destro e il piede sinistro hanno iniziato davvero a faticare, ogni passo era un piccolo dolore, ma questo mi indicava che ero viva, presente, che stavo portando avanti questa esperienza così trasformante ed evolutiva.


Non avevo con me i bastoncini da trekking, ma potrebbe essere utile portarli con sè, soprattutto se vi capita di fare questo cammino in momenti in cui potrebbe piovere un po'. Il terreno è proprio predisposto alla formazione di fango e pozze; avere dei bastoncini sicuramente aiuta parecchio, anche semplicemente nel sostegno della camminata.


Arrivati a Fiesole, gli ultimi km sono solo di strada, fino a Firenze (il cammino originariamente si concludeva a Fiesole). Vi assicuro che questi li sentirete parecchio, in un modo o nell'altro. Da un lato potrebbero sembrarvi infiniti, dall'altro vorreste non finissero perchè questo vi indica che ci siete, che il cammino si è concluso.


Ed è quando alzi gli occhi e vedi la cupola del Brunelleschi, che crollo in un pianto, di quelli puri, liberatori. Ce l'hai fatta. Ce l'hai fatta.

Un passo alla volta, con le tue forze.


E' un'emozione che davvero è difficile da spiegare e che spero possiate vivere un giorno. Se ne avete la possibilità, datevela. Se non ve la sentite, potete cominciare magari da qualcosa di più corto o semplice (la Via degli dei non è una passeggiata, ci tengo a dirlo...ecco perchè consiglio di andare al vostro tempo e non strafare).


Un cammino ti cambia, non tornerai mai uguale a come sei partito. Arricchirai la tua persona, e il tuo bagaglio, comprenderai che cosa vuol dire fatica, penserai di fermarti e ti chiederai per quale motivo hai scelto di andare. Eppure, andrai avanti, e proverai in tutti i modi ad arrivare alla fine. Ti donerà il modo di comprendere che sei molto più forte di quanto credi, e ti permetterà di incontrare tante anime a te affini, delle quali alla fine non conosci più di tanto, ma saranno sempre con te, in ogni passo che farai. E ti aprirai a loro, come se invece le conoscessi da sempre, perchè loro sanno, loro capiscono.


Lo dico a te, che stai leggendo: che la paura lasci il posto alla curiosità di scoprire davvero chi sei, e ti apra alla vita, che è meravigliosa e ti può sorprendere, sempre.


Un abbraccio sincero,

Elena.


ps. riguardo le foto e ancora non ci credo di averlo fatto per davvero. Già sogno il prossimo cammino, perchè sì, la sola cosa che puoi fare alla fine di un cammino è pensare di organizzare quello dopo.


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Qui ti lascio il link all'olio di CBD che utilizzo da ottobre scorso, un valido sostegno nelle mie giornate e sicuramente in questo cammino.

Per noi abbiamo un piccolo code, SEMIDIELENA, che ti permetterà di avere un vantaggio sul costo finale.



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