Intuitive eating: cos'è l'alimentazione intuitiva?


Mi sono affacciata all'intuitive eating, alimentazione intuitiva appunto, poco più di un anno fa, rendendomi conto che in per diversi aspetti questo tipo di approccio risuonava in me da ormai parecchi anni, ma non avevo mai trovato le risposte che stavo cercando.


A dire il vero, purtroppo, come per tutte le cose che vanno di moda, anche l'intuitive eating sta diventando mainstream, e in diverse occasioni si perdono i valori che ne stanno alla base.


Proprio per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo per ripercorrere insieme a voi cosa è l’intuitive eating, quali sono i suoi principi e come si può imparare a mangiare in modo intuitivo.


Da dove arriva?


Per capire cos’è l’intuitive eating è necessario partire proprio dalle sue fondatrici, le dietiste Evelyn Tribole e Elyse Resch. La prima edizione del loro libro, Intuitive Eating, fu originariamente pubblicata nel 1995, nel 2020 è stata pubblicata la quarta edizione, che è tutt'ora quella più recente.

Ciò che muove tutto quanto è, in poche parole ma molto dirette, la lotta alla grassofobia e alla cultura della dieta che non fanno che opprimere a livello sociale; l'obiettivo finale è quello di perseguire un benessere personalizzato e auto determinato.


Cosa vuol dire Intuitive eating?


L'intuitive eating, o in italiano alimentazione intuitiva, è un'integrazione dinamica mente - corpo di istinto, emozioni e pensieri razionali. Un processo del tutto personale di onorare la tua salute ponendo attenzione a quelli che sono i messaggi e segnali che il tuo corpo ti manda, incontrando i tuoi bisogni fisici ma anche emotivi.

Il termine "processo" non è usato a caso, ma ha un valore ben specifico. Infatti, a differenza di quella che conosciamo come dieta, questo è un approccio rivoluzionario Anti - dieta, che si focalizza in particolare sul percorso e sull'intero processo che vede te al centro, come espert* del tuo corpo.


Molto spesso uno dei pensieri che nascono è che alimentazione intuitiva voglia dire mangiare un po' a caso quello che capita, ma a dire il vero non è proprio così, il fine ultimo è proprio quello di imparare con il tempo ad ascoltare i segnali del corpo.

Sono necessari ascolto, pratica e pazienza.


Insieme si lavora su quelli che sono i bisogni che possono portare a scegliere di mangiare, a scegliere un'alimentazione di benessere per se stess*, che non sono solo fame o sazietà, ma anche piacere, condivisione, curiosità...e a differenza di ciò che abitualmente succede, in questo caso la fame emotiva non viene divisa da quella fisica. Non viene contrastata facendo di tutto per farla andare via, ma viene accolta, compresa e calata in quelli che sono i bisogni del singolo. Non si tratta di forza di volontà, e non è certamente lottando contro se stess* e questa fame emotiva che risolveremo gli eventuali problemi alla base quando questo tipo di situazione comporta difficoltà che siano esse fisiche o emotive. Spesse volte è con l'intervento di professionisti dell'area psi, esperti in questo tipo di branca, che si sviluppano consapevolezze sul lungo termine e non soluzioni che, per quanto possano risultare utili, lo saranno solo nel breve periodo.


I principi dell'alimentazione intuitiva


L'alimentazione intuitiva si basa su dei principi, alcuni dei quali aiutano a rendere via via migliore l'abilità di ascoltare le sensazioni che crescono dentro al tuo corpo e rispondere ad esse; altri ti aiutano a rimuovere ostacoli verso questa sintonizzazione nei confronti del tuo corpo. Quasi come se ti aiutassero a trovare la giusta stazione radio.


I principi dell’alimentazione intuitiva sono dieci e nello specifico:

  1. Rigetta la mentalità della dieta;

  2. Onora la tua fame;

  3. Fai pace con il cibo;

  4. Sfida la "polizia alimentare";

  5. Percepisci la tua sazietà;

  6. Scopri la soddisfazione;

  7. Fai fronte alle tue emozioni senza usare per forza il cibo;

  8. Rispetta il tuo corpo;

  9. Esercizio fisico: percepisci la differenza;

  10. Onora la tua salute con una nutrizione gentile

Li vediamo nel dettaglio nell'articolo "Principi dell'intuitive eating: quali sono le basi".


Come conciliare l'intuitive eating con il mangiare sano?


Ecco, l'alimentazione intuitiva NON è un metodo per mangiare "più sano". Cosa vuol dire più sano? Più sano per chi?

Non c'è, in questo approccio, obbligo alcuno a scegliere di abbracciare una strada piuttosto che un'altra, non c'è giudizio. Il benessere resta un fattore estremamente intimo, personale e all'interno dell'Intuitive eating ritroviamo la possibilità di scegliere liberamente e in modo autodeterminato. Non esiste meglio o peggio, buono o cattivo, giusto o sbagliato. Esiste il singolo con le sue necessità, esistono ascolto e fiducia nei confronti di se stesso.

E', anche questa volta, il modo in cui ci approcciamo a un alimento a renderlo giusto o sbagliato, sano o non sano, è la cultura della dieta che ci ha portato a interiorizzare tali giudizi nei confronti degli alimenti e uno dei punti salti di questo approccio è anche decostruire questo tipo di idee, per dare al cibo, a tutto quanto, lo stesso valore sul piano morale.

Non sei più brav* se scegli la mela e meno se scegli la torta.

Iniziano a diventare spontanee alcune domande quando entri in questo mondo, inizi a chiederti che cosa sia meglio per te, quello che a seconda della situazione ti fa stare meglio e sei liber* di scegliere ciò che in quel momento preferisci, consapevolmente. Il concetto di salute è molto complesso, di certo non lo si può ridurre a un numero sulla bilancia o alla scelta di cosa mettere nel piatto; per ognuno di noi va ricercato in totale libertà, senza voler rientrare in una precisa definizione.


Si può perdere peso seguendo un'alimentazione intuitiva?


L'intuitive eating non è un approccio che si focalizza sulla perdita di peso. Per quello ci sono già una miriade di diete...

Le stesse che portano a disconnettere le persone da quelli che sono i propri bisogni cardine in relazione al cibo, vedi fame, sazietà e piacere. Le diete agiscono su quella che è la forza di volontà della persona, portando a sensazioni come il fallimento se non si riesce a portarla avanti, o comunque l'idea di non essere abbastanza perché non ce la si fa a raggiungere o perseguire un ideale che si allontana totalmente dalle proprie necessità, dai propri bisogni che vengono totalmente sradicati e snaturati.

Le diete falliscono nel lungo termine e sono fattori di rischio per lo sviluppo di rapporti non sereni nei confronti del cibo, proprio perchè portano le persone a non fidarsi più di se stesse e dei propri bisogni, della capacità (una volta innata) di accoglierli.

Il voler perdere peso è assolutamente legittimo, a maggior ragione data la società in cui viviamo, che ci spinge costantemente alla magrezza; e non è questo desiderio che deve essere combattuto, ma piuttosto ciò che sta alla base e che porta a far nascere tale desiderio. Con l'Intuitive eating il focus si sposta dal peso, l'obiettivo non è la perdita di peso (nè la modifica), perchè non è questo che porta dritti verso il benessere.

Il focus si sposta sul processo, sulla persona, sul come si vive il rapporto con cibo e corpo, e quindi peso; si lavora insieme per decostruire tutto ciò che con il tempo si è interiorizzato riguardo cultura della dieta o stigma sul peso (che è una delle forme di oppressione più grandi e presenti al giorno d'oggi) per recuperare un legame di fiducia e ascolto.


Per concludere, quindi, si può perdere peso? Il tuo corpo sa dove si sente bene, e sa quale sia il suo peso di benessere (che è più un range che un numero preciso), imparando ad accogliere i segnali del corpo lui troverà il suo dinamico equilibrio. Forse la cosa su cui lavorare è proprio spostare il focus e rivedere il rapporto che si ha in relazione a quel numero sulla bilancia che di noi dice molto, molto poco.


Quanto tempo ci vuole per imparare a mangiare in modo intuitivo?


Per quanto riguarda il quanto tempo ci voglia non esiste una risposta univoca, proprio perchè ognuno di noi ha dei bisogni differenti che richiedono più o meno tempo per essere accolti; così come più o meno lungo può essere il tempo necessario per decostruire i vari ideali legati alla cultura della dieta e grassofobia. Quindi non esiste un timer che suonerà ed entro il quale devi aver imparato a essere un intuitive eater, è un vero percorso che si concentra nel processo e non solo nella fine. E' una strada che probabilmente ti vedrà ogni tanto prendere delle pause, rivedere alcune cose che magari erano sfuggite al primo passaggio e poi proseguire uno scalino alla volta, senza avere la pretesa di arrivare in cima senza affrontare tutto quello che sta nel mezzo e che è importante allo stesso modo.

Decostruire e lasciare andare certi tipi di meccanismi è tutt'altro che semplice, alle volte ti troverai anche ad affrontare delle situazioni scomode e complesse, ma passarci attraverso e accoglierle sarà parte importante del percorso.


Come faccio a passare ad un'alimentazione intuitiva?



Come sempre io non ho delle vere risposte in questi casi, ma piuttosto delle riflessioni. Non esiste un modo univoco e infallibile, ma sicuramente appoggiarsi a un* professionista - o più di uno - che sia format* in materia può essere di grande aiuto per comprendere da dove cominciare, come farlo. Ognuno ha, come scrivevo sopra, delle esigenze specifiche ed ecco perchè ogni percorso è unico e a sè; magari c'è chi ha la necessità di iniziare da un punto, chi da un altro. L'obiettivo finale da perseguire è il benessere personale e autodeterminato.

Fare pace con il cibo e con il corpo, darsi il permesso di mangiare in maniera incondizionata, non è un qualcosa che si sviluppa dal giorno alla notte, ma nasce da dentro, un pezzetto per volta. Il primo passo potrebbe proprio essere quello di riconoscere che la dieta non è la vera soluzione, che non è colpa tua se stai perseguendo quel tipo di ideale, che il vero esperto del tuo corpo sei solo tu e nessuno meglio di te può dirti quanta fame hai, che cibo vuoi in quel momento, che cosa ti darebbe soddisfazione, che c'è qualcuno che può aiutarti a spostare il focus e lo fa insieme a te, senza imposizione e soprattutto non dall'alto di un piedistallo.


Se ne senti il bisogno, io sono qui. Puoi contattarmi per iniziare questo percorso insieme direttamente dal bottone qui sotto.





Spero di averti offerto una prima anteprima su questo argomento,

Elena.